Coronavirus: phishing tramite falsi buoni spesa della Coop

L’emergenza causata dal Coronavirus che stiamo attraversando continua ad essere terreno fertile per i truffatori che da settimane non si risparmiano. Dopo la truffa dei falsi buoni spesa in omaggio, ecco una variante simile che però prende di mira la ben nota catena di supermercati Coop.
Nel caso precedente la truffa si era diffusa principalmente tramite WhatsApp con invii massivi a numeri privati (rubati nel dark web) che, a loro volta, avevano fatto da cassa di risonanza grazie alle condivisioni (il vecchio meccanismo della "catena di S. Antonio").
Questa volta il messaggio sfrutta l’algoritmo delle pubblicità contestuali e compare durante la normale navigazione internet. Il messaggio parla di una campagna sociale che la Coop avrebbe intrapreso per aiutare gli italiani in difficoltà grazie alla distribuzione di generi alimentari per un valore di 250 €. Per spingere al click è stato inserito un finto conteggio in cui si vede il numero di buoni ancora da assegnare.
Se la vittima clicca sul link, atterra su un sito fake del tutto uguale a quello della Coop (tranne per la url) in cui gli viene chiesto di inserire i dati personali utili ad inviare il voucher. I dati delle vittime finiscono poi per essere rivenduti nel dark web (leggi anche Le 4 cose che devi sapere sul furto d'identità).
Il messaggio si presenta così
La Coop ha immediatamente presentato denuncia alla Polizia Postale e informato i propri soci e tutti i clienti iscritti alla newsletter della truffa in atto.
Commenti
Nessun commento
Sii il primo a scriverne uno!
Articoli correlati

La nuova truffa che sfrutta lo spoofing telefonico per rubare dati sensibili e deviare traffico telefonico su linee costose

Scopri come funziona e come difenderti dalla truffa dell’email di PayPal che ti avvisa di un acquisto costoso che non hai fatto

Perché spegnere lo smartphone per qualche minuto al giorno può bloccare gli attacchi e alcune buone pratiche per migliorare la sicurezza ogni giorno

Colpisce chi utilizza sistemi di pagamento contactless tramite smartphone e smartwatch. Come funziona, perché è difficile da scoprire e come difendersi