10 curiosità sul catasto italiano

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Dietro mappe, particelle e rendite si nasconde una storia lunga tre secoli, fatta di papi, imperatori e milioni di case che, sulla carta, non esistono.

1. Il primo catasto moderno nasce sotto un imperatore austriaco

Nel 1718 Carlo VI d'Asburgo avvia in Lombardia il primo censimento geometrico-particellare d'Italia. Ci vogliono oltre quarant'anni di lavoro: entra in vigore solo nel 1760, sotto Maria Teresa, da cui il nome di Catasto Teresiano.

2. Anche il Papa aveva il suo catasto

Il Catasto Gregoriano viene promosso da Pio VII nel 1816 ma entra in vigore solo nel 1835, sotto Gregorio XVI: da qui il nome. Curiosità: luoghi sacri, fortezze ed edifici pubblici erano segnalati a parte rispetto alle altre proprietà.

3. A Napoli si pagava le tasse “a once”

Negli anni Quaranta del Settecento Carlo di Borbone avvia il Catasto Onciario, che prende il nome dall'oncia, antica unità usata per stimare il valore imponibile di beni e rendite.

4. Il catasto italiano arriva tardi, e finisce ancora più tardi

La legge che istituisce un catasto unico per il Regno è del 1886 (legge Messedaglia). Mappare l'intero Paese richiede così tanto tempo che i lavori si concludono solo nel 1956: settant'anni dopo.

5. In alcune zone d'Italia si usa ancora un catasto austriaco, detto Sistema Tavolare o Libro Fondiario 

Dopo la Prima guerra mondiale, l'Italia annette territori ex austro-ungarici e ne eredita il sistema tavolare, mantenuto in vigore parallelamente al catasto ordinario perché ritenuto più affidabile sulla certezza della proprietà. Il catasto Tavolare è in vigore: nell'intera regione Trentino-Alto Adige (province di Trento e Bolzano), nelle province di Trieste e Gorizia e In diversi comuni della provincia di Udine

6. In Italia ci sono milioni di “case fantasma”

L'Agenzia delle Entrate stima circa 4 milioni di immobili non accatastati o accatastati male. Caso celebre: una villa con piscina sull'Appia Antica registrata come semplice “deposito”.

7. Il fenomeno cambia parecchio da Nord a Sud

Le case fantasma sono il 6,2% degli immobili al Sud, il 2,9% al Centro e l'1,8% al Nord.

8. Si scovano anche con Google Street View

L'Agenzia sovrappone foto aeree (ortofoto) alle mappe catastali per individuare edifici non dichiarati; per un primo controllo, i tecnici usano anche Street View prima del sopralluogo.

9. Essere registrati al catasto non significa essere proprietari

Il catasto ha funzione fiscale, non probatoria: chi è davvero titolare di un immobile lo stabiliscono l'atto notarile e i Registri Immobiliari, non la visura catastale. La Cassazione lo conferma da anni: il nominativo in catasto è un indizio, non una prova.

10. Da dove viene la parola “catasto”

Catasto deriva dal greco bizantino katastichon, un registro “per righe”: da κατάστιχον, che significa "registro", composto a sua volta da katà ("giù", "secondo") e stíchon ("riga"). Letteralmente si traduce come "riga per riga

Un’altra tesi, afferma che la parola Catasto derivi dal latino capitastrum, l'antico registro della tassa sulla testa dei contribuenti.

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