
Sono cronaca ormai quasi quotidiana i casi di truffe ai danni di aspiranti acquirenti o affittuari che cadono nella rete di falsi agenti immobiliari.
I casi sono diversi, ma accomunati dalla stessa tecnica: la richiesta del pagamento di una caparra di almeno 500 euro per aggiudicarsi una casa in vendita o in affitto. In alcuni casi la casa in oggetto viene fatta addirittura visitare all’insaputa del proprietario e dell’agenzia immobiliare a cui è stata affidata la trattativa.
In genere si tratta di truffatori seriali che operano in modo trasversale, spostandosi di comune in comune e facendo perdere le proprie tracce.
Uno degli ultimi due casi giunti alle cronache ha visto protagonista un finto agente immobiliare che pubblicava sui portali immobiliari sempre lo stesso appartamento in affitto a distanza di tempo e che è riuscito a truffare decine di persone, ma è stato tradito dal fatto che una delle sue vittime ha riconosciuto l’annuncio e ha avvertito i Carabinieri che, in borghese, si sono presentati all’appuntamento e, al momento della richiesta di caparra, sono scattate le manette.
A casa dell’uomo è stato trovato un blocchetto di ricevute d’affitto, con altri nomi di potenziali vittime, e la somma di 1.600 euro in contanti possibile provento delle sue truffe.
Il secondo caso ha invece coinvolto un intermediario immobiliare che, una volta ottenuto l’incarico di occuparsi di un appartamento, si muoveva in modo del tutto autonomo fissando incontri privati con i potenziali clienti e, se questi erano interessati, si faceva rilasciare somme di denaro come caparra rilasciando loro delle scritture private senza valore legale. Una volta intascato il denaro spariva senza lasciare tracce.
Anche in questo caso la trappola per incastrare l’uomo è scattata grazie a una coppia di coniugi precedentemente truffati proprio da lui che, avendo letto su internet l’inserzione relativa allo stesso appartamento che avevano visto qualche mese prima, hanno avvisato la Polizia di Stato e mandato un complice all’appuntamento con l'intermediario immobiliare. L’appartamento era effettivamente lo stesso, la procedura uguale ma stavolta al momento di firmare la scrittura privata previa consegna di una caparra di 500 euro sono intervenuti gli agenti.
La regola per difendersi da questo tipo di truffe è quella di assicurarsi sempre dell’identità dell’intermediario e affidarsi solo a professionisti certificati e referenziati. Inoltre è bene non cedere mai alle richieste di denaro per assicurarsi la priorità nella trattativa, ma attenersi sempre alle procedure stabilite dalla legge.
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